|
|||
Nuovi Investimenti Finanziari per la Regione Lazio Il Lazio è la prima regione in Italia e in Europa che ha lanciato una nuova forma di investimento sui mercati europei, giapponesi e americani: i buoni ordinari regionali, detti anche Bor. Attraverso uno strumento innovativo, molto usato all'estero, il programma GMTN (Global Medium Term Notes Program) perfezionato a Londra il 25 novembre dell'anno scorso, per un importo consistente: 1miliardo di dollari, pari a circa 1.700 miliardi di lire - utilizzabili nei prossimi anni in tranches successive e in 23 valute diverse - che saranno investiti in programmi rivolti a promuovere l'occupazione e lo sviluppo economico sul territorio. Finora sono state effettuate due emissioni. La prima, per 300 milioni di dollari, è stata lanciata il 13 febbraio scorso da New York, tappa finale di un road show iniziato dieci giorni prima, che ha toccato i mercati finanziari di Francoforte, Amsterdam, Londra, Dublino, Austin, Boston, Hartford, Minneapolis. L'emissione, ottenuta a tassi interessanti e favorevoli, è stata suddivisa in due tranches: la prima - pari a 200 milioni di dollari Usa e 360 miliardi in lire italiane - a 20 anni con ammortamento lineare, è stata collocata in Europa e in Giappone al tasso $ 6,20% con uno spread di soli 65 bps, ossia punti base, sopra il Treasury a 10 anni; la seconda - pari a 100 milioni di dollari Usa e a 180 miliardi in lire italiane - a 30 anni bullet, cioè con restituzione in unica soluzione, è stata collocata sui mercati americani al tasso $ 6,53 con uno spread di soli 65 bps sopra il Treasury a 30 anni, espressi in lire. I tassi di interesse sono stati acquisiti alle migliori condizioni possibili: al 5,530 % per i venti anni e al 5,932 % per i trenta anni. Gli investitori sono stati selezionati dai cinque istituti di credito internazionali che si occupano del collocamento: capofila Merrill Lynch, con compiti di coordinamento e direzione; comanagers Goldman Sachs, Lehman Brothers, Morgan Stanley e J.P.Morgan. La seconda emissione, in Euro, è stata lanciata il 12 giugno da Londra - a seguito di un viaggio che ha toccato i mercati finanziari di Bruxelles, Amburgo, Francoforte, Lipsia, Amsterdam, l'Aja, Parigi, Dublino, Londra - per un importo di 486 miliardi di lire, pari a 250 milioni di euro, con durata trentennale, ad un tasso del 5,695% in Ecu con uno spread di 31 punti base sopra il rendimento dei titoli francesi di riferimento (oat). Capofila, o bookrunner è stata la SBC Warburg Dillon Read che ha coordinato l'emissione. Hanno partecipato al gruppo di collocamento: Deutsche Bank, Paribas, J.P. Morgan, Banca di Roma, Cariplo, Imi, Merrill Lynch, Goldman Sachs, Nomura. Queste emissioni internazionali sono state rese possibili dall'azione di risanamento compiuta dall'amministrazione regionale a partire dal 1995 che ha avuto un significativo riconoscimento nel giudizio positivo espresso da agenzie di certificazione internazionali come Moody's e Standard & Poor's e successivamente di Italrating che hanno assegnato al Lazio un rating quasi simile a quello della Repubblica Italiana: AA3 da Moody's, che fa rientrare in questo parametro le obbligazioni generalmente considerate di alta qualità e che ha riconosciuto la migliorata posizione finanziaria della Regione; AA- da Standard & Poor's che l'ha assegnato "in funzione del basso livello di indebitamento, della buona gestione finanziaria considerevolmente migliorata negli ultimi anni, così come dimostrato dalla consistente diminuzione del deficit finanziario netto." Il rating è il parametro che sintetizza il giudizio di merito sulla solvibilità delle obbligazioni e sulla solidità patrimoniale di chi emette le obbligazioni - in questo caso la Regione Lazio - e che serve al mercato come riferimento della fiducia dell'intera operazione. Fiducia che continua ad essere riconosciuta, dal momento che l'iniziale giudizio positivo è stato confermato all'indomani dell'emissione dei Bor: il 19 febbraio la Standard and Poor's ha confermato il suo rating (con previsioni stabili) ai buoni ordinari emessi dalla Regione Lazio. Anche se, sottolinea la valutazione, si registra "la carenza di flessibilità nel reperire risorse delle regioni italiane a causa dell'attuale sistema di governo locale."
|
|||